Centro Estivo 2020

PROGETTO EDUCATIVO

La Pedagogia Steineriana

Il Ramo d’Oro fonda i suoi principi sulla pedagogia di Rudolf Steiner, e sulle modalità di insegnamento della “Libera Scuola Waldorf”, fondata dallo stesso Steiner e dall’imprenditore Emil Molt nel 1919 a Stoccarda. La pedagogia steineriana è basata su una precisa concezione dell’essere umano, esposta da Steiner nei suoi scritti fondamentali e nelle conferenze pubbliche da lui tenute nel corso della sua vita. L’approccio conoscitivo di Steiner è fenomenologico, e prende il nome di “Scienza dello Spirito”; la concezione dell’uomo e del mondo prende il nome di Antroposofia, ossia saggezza relativa all’essere umano. Con questo nome si intenda una concezione fenomenologica che osserva l’uomo nel suo essere complessivo di corpo, anima e spirito, e la scienza dello spirito indaga le relazioni immanenti a questi tre ambiti di esistenza dell’uomo. Le modalità di insegnamento, sia nell’asilo, sia nelle classi elementari e medie, si sv iluppano a partire dalla concezione antropologica del bambino, e dalle sue fasi di sviluppo. La pedagogia steineriana è dunque una pedagogia delle età evolutive del bambino.

L’osservazione del bambino e delle sue fasi evolutive (nel corpo, nell’anima e nello spirito) deve quindi guidare i maestri e gli insegnanti ad elaborare una didattica ed un piano di studi che possa essere di sostegno al bambino in ogni sua fase evolutiva. Tuttavia ogni bambino procede nel suo cammino di sviluppo secondo modalità che sono proprie a lui stesso, individuali e specifiche rispetto ad ogni altro bambino. Ogni essere umano è una specie a sé stante, soggetta a leggi autonome e individuali di sviluppo e crescita. Il piano di studi dovrà perciò tenere conto di questo fondamentale principio pedagogico, e sostenere il bambino sia individualmente, sia nel gruppo classe.

A questo riguardo la pedagogia steineriana prevede una didattica dedicata a bambini che richiedono ulteriori specifiche attenzioni, sia sul piano cognitivo, sia su quello comportamentale e di sviluppo. La pedagogia curativa costituisce un fondamentale sostegno in ogni scuola che decida di accogliere bambini con difficoltà nello sviluppo, e deve essere integrata nella scuola e lavorare al fianco della pedagogia tradizionale. In questo senso sotto un certo aspetto ogni pedagogia è pedagogia curativa, e ogni pedagogia curativa è sempre pedagogia tout court.

L’altro pilastro di ogni scuola che si ispiri alla pedagogia steineriana è costituito dal lavoro attivo e partecipe delle famiglie.

In primo luogo le famiglie devono essere costantemente accanto ai maestri nel sostenere a casa il lavoro pedagogico con i loro figli. Maestri e genitori lavorano insieme per guidare i bambini nel loro percorso di crescita. La pedagogia steineriana richiede infatti un continuo lavoro di autoeducazione dell’adulto di riferimento, al fine di essere in grado di sostenere il fanciullo nel suo percorso scolastico, non solo sul piano didattico, ma anche su quello genuinamente pedagogico, il più importante. Molte sono infatti le prove che il fanciullo deve superare durante gli anni della scuola, e solo se gli adulti sono autoeducati potranno aiutarlo e stargli al fianco.

In secondo luogo i genitori costituiscono l’anima della scuola con la loro presenza attiva e il loro lavoro, organizzando le feste dell’anno, costituendo gruppi di lavoro che, dietro la direzione dei docenti, possano far crescere la scuola. Una scuola che si ispira alla pedagogia steineriana, ma che sia priva dell’apporto sopra indicato delle famiglie, non ha luogo di esistere, in quanto il progetto pedagogico si fonda sul principio di corresponsabilità educativa genitori insegnanti, e deve essere sottoscritto in piena coscienza dalle parti coinvolte.

La Pedagogia Steineriana nella scuola di infanzia

Primo settennio

La nostra concezione della scuola prevede che il bambino debba essere principalmente guidato verso la propria autoeducazione. Siamo convinti che il bambino non sia un vaso vuoto che debba essere riempito di cognizioni e di astratti principi morali. Il bambino è sempre sulla strada della propria autoeducazione, e insegnanti e genitori hanno il compito di guidarlo verso la propria autorealizzazione. Questo non significa lasciarlo a se stesso, ma al contrario, significa dargli il giusto “nutrimento”, e il giusto “orientamento”. Per fare ciò occorre osservare continuamente il bambino, e dall’osservazione ricavare gli strumenti atti al suo sostegno.

L’istruzione è dunque uno strumento che va ricondotto entro un più ampio contesto educativo. Ogni esperienza è quindi una possibilità educativa, e il bambino dovrà vivere il suo contesto scolastico facendo “esperienze” sensate, costruttive, ampie. La didattica dovrà diventare il luogo dove il bambino sperimenterà e farà “esperienza”. Solo l’esperienza si radica nella memoria e diventa acquisizione concettuale. La sola acquisizione concettuale, priva di esperienza, è destinata a cadere nell’oblio, e non genera nel bambino alcun vissuto. Ogni vissuto invece si trasforma in conoscenza, e diventa utile per tutta la vita.

La didattica non è un fine, che deve essere conseguito con ogni mezzo, ma un mezzo, che deve portare al fine di risvegliare nel bambino i suoi talenti, edificarli, farli maturare. Il talento dovrà essere fatto emergere, ma anche andrà sostenuta la capacità del bambino di affermare il suo talento nel mondo. Coltivare una sana socialità, sin dai primi anni dell’asilo, sarà dunque uno dei compiti principali dell’insegnamento. La società è lo spazio dove l’essere umano incontra l’altro da sé, accoglie l’altro e si fa accogliere. Scrive Emmanuel Levinas: “la nuova cattedrale è lo spazio tra me e l’altro”.

La didattica nella nostra scuola dunque sarà caratterizzata dall’essere sempre esperienziale, e i contenuti della didattica saranno adeguati al momento evolutivo che il bambino, di volta in volta, vive. L’insegnamento deve suscitare entusiasmo, gioia di apprendere, desiderio di andare nel mondo portando con sé il proprio bagaglio di esperienze e il proprio talento.

L’ultimo aspetto, ma non il meno importante, che guida l’insegnamento nella nostra scuola è quello igienico. L’insegnamento deve essere salutare, rispettare le modalità di crescita del bambino, adeguarsi ai suoi ritmi vitali. Viene perciò elaborata una didattica che prevede un ritmo di

insegnamento che alterni momenti di apprendimento a momenti di lavoro artistico e artigianale, in cui il bambino possa attraverso le proprie mani vivificare la sua persona, e impari a “fare”, ad essere abile con le mani, al fine di acquisire autostima, fiducia in se stesso e nelle sue capacità.

Il piano di studi qui presentato è ampiamente condiviso nelle sue linee generali a livello nazionale e internazionale da tutte le scuole steineriane e di ispirazione steineriana.